Quante volte, davanti allo scaffale del supermercato, ci siamo trovati a guardare decine di confezioni di farina senza sapere quale scegliere? 00, 0, tipo 1, tipo 2, farine forti o deboli: le possibilità sono tante e, soprattutto per chi non è un esperto, può essere difficile capire quale sia davvero quella giusta.
La buona notizia è che scegliere la farina adatta non è così complicato. Basta imparare a leggere alcune informazioni fondamentali sulla confezione e capire che pizza, pane e dolci non hanno le stesse esigenze.
Una farina perfetta per una crostata, infatti, potrebbe non essere la scelta migliore per una pizza a lunga lievitazione. Allo stesso modo, una farina molto forte, ideale per un impasto che deve lievitare per molte ore, potrebbe rendere un biscotto troppo duro o elastico.
Vediamo allora come orientarci tra le diverse farine e, alla fine, proveremo anche qualche ricetta semplice per metterle subito alla prova.
Tipo 00, 0, 1, 2: cosa significano davvero?
Partiamo dalla distinzione più conosciuta. Le sigle 00, 0, 1, 2 e integrale indicano principalmente il grado di raffinazione della farina, cioè quanta parte degli strati esterni del chicco viene eliminata durante la macinazione.
In linea generale:
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Farina tipo 00: è la più raffinata e fine, con una quantità molto ridotta di parti esterne del chicco.
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Farina tipo 0: è leggermente meno raffinata della 00.
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Farina tipo 1: contiene una maggiore quantità di parti del chicco rispetto alla 0.
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Farina tipo 2: è una farina semi-integrale, più ricca di componenti del chicco.
Una farina 00 può essere debole e adatta ai biscotti, ma può anche essere molto forte e adatta alla pizza o ai grandi lievitati.
Questo è uno degli errori più comuni: pensare che “00” significhi automaticamente “farina per dolci” o che “0” significhi necessariamente “farina per pane”.